Next agriculture: Communities for the common good
Multiple layers of coexistence
Multiple layers of coexistence
L’agricoltura convenzionale ha frammentato gli ecosistemi, puntando sulla monocultura e sullo sfruttamento intensivo di suoli e risorse. Ma la terra ha i suoi limiti, e oggi cambiare paradigma è diventato vitale.
Con il progetto Next Agriculture proponiamo una svolta metodologica radicale: produrre cibo grazie alla biodiversità, non a discapito di essa.
Cosa facciamo concretamente? Immaginiamo, studiamo e testiamo comunità complesse di piante che crescono in sinergia, stratificate nello spazio secondo rigorosi criteri scientifici. In questo ecosistema controllato, vegetazione, risorse fondamentali (luce, acqua, terra), tecnologia e competenze umane cooperano in un equilibrio perfetto.
Il risultato? Modelli agricoli dinamici e flessibili, capaci di adattarsi al cambiamento e progettati per generare stabilità, efficienza e benessere condiviso.
scarica il flyer del progetto Next Agriculture.
Questo documento riassume il Frame dentro cui si strutturerà il progetto.
Con il progetto “Next Agriculture”, Mukuyu intende muoversi, molto ambiziosamente, verso territori ancora poco esplorati: un cambio sostanziale di paradigma nelle produzioni agricole e nei sistemi ambientali.
Non si tratta, quindi, di aggiustare, adattare o ridurre l’impatto di tecniche colturali già note — spesso applicate singolarmente per meri interessi economici — ma piuttosto di immaginare, disegnare e tracciare una nuova strada. Partendo da modelli storicamente sedimentati, ci muoviamo verso sistemi inediti, oggi resi possibili dal formidabile progresso delle scienze agronomiche, biotecnologiche e delle tecnologie applicate, sempre guidati da un rigoroso criterio scientifico.
Parliamo di modelli basati su sistemi vegetali complessi anziché sulla monocultura; un approccio profondamente bio-centrico, ovvero rispettoso di tutti gli elementi in gioco: natura, risorse, minerali ed esseri umani.
Tutto questo si configura come un’estensione concreta di quanto espresso sinteticamente nel manifesto di Mukuyu:
Earth is for all, not (a) mine.
In questo modo, Next Agriculture non mira alla produzione di un unico bene, ma a generare una matrice integrata di beni e servizi quantificabili.
La credibilità di questa visione si fonda esclusivamente su obiettivi rigorosamente misurabili, sia qualitativi che quantitativi. Per questo motivo, il progetto adotta indicatori capaci di mappare tutti i parametri coinvolti, in perfetta coerenza con le proprie finalità.
Questi obiettivi si articolano su tre livelli progressivi:
1. I Parametri Convenzionali
Il punto di partenza include gli indicatori tradizionalmente usati nella ricerca agronomica applicata: la produttività e le qualità tecnologiche dei raccolti (colore, sapore, contenuto di proteine e zuccheri, metaboliti rilevanti per la dieta, conservabilità e attitudine alla trasformazione). A questi si affianca la misurazione dell’efficienza nell’uso di risorse vitali come acqua e nutrienti.
2. Gli Indicatori Emergenti
A fianco dei parametri classici, Next Agriculture integra criteri di valutazione più recenti e complessi, quali l’impatto sul microbioma del suolo e l’efficienza energetica dell’intero processo produttivo.
3. La Visione di Next Agriculture: oltre i Confini del Campo
Poiché i modelli da generare superano le metodiche attuali, il progetto introduce parametrizzazioni inedite che vanno oltre quelle convenzionali. Vengono così misurati:
In altre parole, a differenza dell’agricoltura convenzionale, lo sguardo di Next Agriculture supera i confini fisici dei campi di coltivazione per abbracciare l’intero ecosistema esterno.
Il valore generato: questo approccio porta a considerare i modelli sviluppati non più come semplici sistemi di produzione alimentare, ma come veri e propri “generatori” di molteplici benefici ambientali, che dovranno essere opportunamente misurati, quantificati e valorizzati.
Next Agriculture si fonda sul rigore del metodo scientifico: formuliamo ipotesi chiare, la stabilità e la funzionalità di sistemi complessi per produrre cibo e benessere, e le validiamo sul campo, attraverso la sperimentazione in contesti non solo pedo-climatici, ma anche socio-culturali differenti.
Il progetto si sviluppa attorno a tre pilastri metodologici:
1. Una Scienza “Contaminata” ed Esperienziale
Per scienza non intendiamo solo quella “convenzionale” e accademica, ma un sapere arricchito e contaminato dall’arte e dall’esperienza sedimentata di chi lavora la terra, che segue codici propri, diversi da quelli universitari. Questo incontro si realizza attraverso i Living Labs: laboratori viventi basati sulla cooperazione e sul confronto stretto fin dalla fase di progettazione. Uniamo livelli che oggi sono separati da gerarchie rigide e congelate, convinti che la loro interazione intrinseca possa generare frutti più stabili e duraturi.
2. Il Coinvolgimento della Food Value Chain
Sviluppiamo un forte coinvolgimento degli stakeholder a ogni livello della filiera agroalimentare:
3. Monitoraggio, Dati e Validazione
Elemento portante del metodo è il monitoraggio totale: individuiamo con precisione le condizioni di partenza della sperimentazione e ne misuriamo ogni parametro utile a descrivere i fenomeni in atto. Questa raccolta sistematica di dati ci permette di scartare le ipotesi non sostenute dall’evidenza e di dare solidità, ripetibilità e trasferibilità ai modelli positivi che sviluppiamo.
Il fine ultimo di Next Agriculture è la scalabilità: estendere i propri modelli dalla dimensione sperimentale fino alla grande scala dell’agricoltura estesa. L’applicazione territoriale dei nostri moduli permetterà di dare vita a un’infrastruttura agro-ecologica flessibile, capace di sostenere produzioni agrarie a diverse velocità (cicli lenti e rapidi) e di generare un impatto profondamente migliorativo sull’ambiente e sul microclima.
Ma da dove partire per questa grande sfida?
Il Punto di Partenza: Gli Interstizi della “Città Diffusa”
Il territorio che trarrebbe i maggiori benefici immediati dalla sperimentazione si trova proprio nei margini: negli spazi interstiziali delle aree urbane, ai confini degli abitati, nelle zone abbandonate e nei terreni relitti.
La rinaturalizzazione e il riutilizzo a fini alimentari di questi ambiti prossimi alla comunità dimostreranno, nei fatti, che Next Agriculture è una risposta concreta per migliorare la qualità del vivere e dell’abitare. Significa, letteralmente, creare spazi piacevoli, sani e produttivi “sotto casa”.
I Benefici per la Comunità e il Territorio
Riavvicinare la terra alle persone non è solo un atto agricolo, ma una strategia urbanistica e sociale per ridisegnare il futuro delle nostre città.